gioielli sardi

La fede sarda è un tipo di anello femminile solitamente donato dal futuro sposo in occasione della richiesta formale di matrimonio. È un gioiello d'oro o d'argento su cui vengono microsaldate file di palline del diametro di 0,1 mm, solitamente circondate da un filo; la presenza delle piccole sfere ha un significato simbolico importante, rappresentando i chicchi di grano tradizionalmente auspicio di prosperita’. 

 




















L’anello di fidanzamento maninfide, il cui significato è “le mani in fede”, è stato per diverso tempo il tipico anello di fidanzamento sardo (XIX secolo). Rappresenta due mani che si uniscono, proprio a simboleggiare la promessa di unione tra i futuri sposi. Era l’uomo a donare quest’anello alla sua donna per ufficializzare il fidanzamento e la promessa di matrimonio. Quest’usanza ha però radici molto antiche, era già diffuso in età romana, modelli simili sono diffusi in diverse regioni d'Europa.

La credenza del “malocchio”, ovvero dei poteri malefici espressi per mezzo dello sguardo, ha portato alla produzione di diversi amuleti.  Un amuleto diffusissimo detto  kokko, è tradizionalmente realizzato con catenelle in argento e una sfera nera di ossidiana o giaietto, portato indosso o posto nelle culle a protezione del neonato.

Da sempre in Sardegna l'abito tradizionale è accompagnato da sfarzosi gioielli carichi di molteplici significati. Sa gioia, utilizzata sia come pendente che come spilla, è composta da elementi in lamina d’oro traforata con castoni in vetri colorati, arricchita da imperlatura; la parte superiore è a forma di fiocco con fiori pendenti. Sa margherita ha corolla in filigrana con al centro una grossa pietra rossa con cerchi concentrici di scaramazze e numerosissimi petali in lamina opaca lavorata a bulino, il gambo è in filigrana mentre le foglie sono in lamina come i petali; è utilizzata come fermaglio sul fazzoletto da testa.